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domenica 8 gennaio 2012

Angiolino musicante

Questa piccola icona riproduce l’angiolino musicante del Rosso Fiorentino, artista cinquecentesco molto apprezzato dal Vasari.
Nel primo Cinquecento l'Europa è in profonda trasformazione, e l’arte va abbandonando la classicità rinascimentale, pur ispirandosi alla maniera dei suoi più grandi maestri: Raffaello e Michelangelo.
L’arte diviene fine sa se stessa, abbandona l’ideale di bellezza e perfezione della natura; tutto diventa artifizio, ricerca estrema del preziosismo, che si traduce nel deformare i corpi, mutare i visi e accendere i colori.
Il Rosso Fiorentino dipinse il piccolo angiolino musicante nel 1521 probabilmente quando si trovava a Volterra, visto che nello stesso anno dipinse la sua più grande opera “La deposizione di Cristo” che si trova nella pinacoteca della città.
L’angioletto è un putto sbarazzino  dallo sguardo  vivace: suona un grande liuto, come se lo strumento gli fosse capitato in mano per caso. Le tonalità molto sfumate ci ricordano che nel XVI secolo si incominciava ad usare l’olio al posto della tempera ad uovo, ma non si era ancora abbandonata la tavola per la più moderna tela; era un’epoca di passaggio anche nelle tecniche pittoriche.
Il tramonto della grande maniera avviene con la fine del Concilio di Trento nel 1563, quando le esigenze della Chiesa riformata (o controriformata) spingono a rappresentare soggetti semplici e devoti che non avevano nulla a che vedere con la pittura manierista, troppo complessa e poco chiara.


ANGIOLINO MUSICANTE
Rosso Fiorentino, tratto dal dipinto "Angiolino Musicante"
Firenze, Galleria degli Uffizi, 1521
misure: 20 x 16 cm



giovedì 17 novembre 2011

Io sono il tuo angelo custode, non aver paura


Un battito d’ali s’ode in lontananza, nella quiete delle montagne.  Gioacchino dorme, dorme e sogna... un angelo gli appare in un istante, a Gioacchino sembra un tempo lunghissimo.
E’ scappato nel deserto, insieme ai pastori, fugge il mondo che lo ha respinto.

Quando ormai tutto sembra perduto, quando si è arreso all’età, ecco che tra sogno e realtà gli appare  l’angelo custode; etereo, leggero, impalpabile, reca con sè la buona notizia.


"E' l'ora dei messaggi celesti, quando due aureole d'oro si scambiano parole fuori dal tempo. Dove finisce il vegliare trepido del cuore umano, là incomincia il nuovo cammino".




ANGELO CUSTODE 
Giotto, particolare tratto dal "Sogno di Gioacchino" 
Cappella degli Scrovegni, Padova, 1303-05
misure: 12 x 12 cm